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Istituire o educare? Il DDL anti-maranza e la strada che nessuna legge può percorrere al posto nostro

di FabianaFrancesca Ceravolo Riflessioni di Pedagogia della Cura su un decreto che promette sicurezza e su ciò che, dietro una parola diventata insulto, continuiamo a non voler ascoltare 1. Una parola che è già una condanna Prima ancora di leggere un solo articolo del disegno di legge, fermiamoci sul suo nome. Perché le parole non sono neutre: sono la prima aula in cui si impara. «Maranza». La useremo migliaia di volte in queste settimane, sui giornali, nei talk show, nelle chat dei genitori. È un termine dell'argot giovanile milanese, nato tra gli anni Ottanta e Novanta e ridefinito dai social a partire dal 2019. La sua etimologia è incerta e, com'è tipico degli insulti, plurale: c'è chi la fa risalire al lombardo, dove indicava una persona rozza, un «buzzurro»; chi al veneto marangon , il falegname, usato con ironia per chi veste male; e c'è - ed è la pista più scomoda - la sovrapposizione con «marocchino», «melanzana», con quel fondo dispregiativo che ha sempre un co...

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