Insegnare non è riempire vasi: perché la scuola ha bisogno di tornare a sognare
di FabianaFrancesca Ceravolo C'è un momento, nella vita di ogni insegnante, in cui ci si chiede: sto ancora educando, o sto solo trasmettendo contenuti a persone distratte? La domanda non nasce da un calo di motivazione personale, ma da qualcosa di più profondo: una scuola che, pur dichiarandosi umanista e inclusiva, spesso riproduce competizione, individualismo, frammentazione. Eppure, proprio da questa crisi può nascere un cambio di rotta. Non servono nuove tecniche. Serve ripensare la relazione che sta al cuore di ogni atto educativo. Basta vasi da riempire Paulo Freire lo diceva con una chiarezza che non ha perso un grammo di forza: l'educazione "depositaria" tratta l'allievo come un vaso vuoto da riempire di nozioni, mentre l'educatore resta l'unico detentore della verità. È un modello verticale, comodo, ma sterile. Freire propone invece un'educazione dialogica , circolare, dove insegnante e allievo si trasformano a vic...
