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Scusami, Dio: quando la fede smette di essere magia

  di FabianaFrancesca Ceravolo — Pedagogia della Cura Perché contestare il Dio del catechismo può essere il primo atto di una fede adulta L'inganno di una religiosità "da servizi sacri" C'è un momento, nella vita di molti credenti, in cui si scopre che il Dio ricevuto in eredità non regge il peso della vita reale. È un momento scomodo, quasi sempre solitario, spesso vissuto con senso di colpa. Eppure è lì, in quella crepa, che comincia qualcosa di serio. Un brano come "Scusami Dio" di J-Ax ha il merito di dire ad alta voce ciò che molti pensano in silenzio: quel gesto di rivolgersi a Dio in tono di scusa — a metà tra la confessione, il rimprovero e la resa dei conti — è il gesto di chi è cresciuto dentro un immaginario religioso e a un certo punto ha smesso di riconoscersi in esso. Non è la voce di chi non ha mai creduto. È la voce di chi ha creduto in qualcosa e ha scoperto che quel qualcosa non lo reggeva più. E qui va detto con franchezza: molto spesso no...

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