Oltre l'integrazione di Stato: l'Inconvolgimento e la Pedagogia della Cura che si sdraia a terra
di FabianaFrancesca Ceravolo Perché una parola sbagliata, detta da un ministro, può spostare di trent'anni l'orologio della scuola italiana. E perché la risposta non sta in un documento, ma nel pavimento di un'aula. Una frase, e ciò che porta con sé Il 31 luglio 2026, in un'intervista al Corriere della Sera, il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato: "Sono per l'integrazione e non per l'inclusione. Integrazione vuol dire inserire la persona in un sistema di regole condivise che rispecchiano la Costituzione. Inclusione è accettare chiunque a prescindere da come vive." Va detto con onestà, perché la correttezza intellettuale viene prima della polemica: quella frase non nasceva dal dibattito sulla disabilità. Nasceva dall'annuncio del divieto del burqa a scuola e da un ragionamento sul volto scoperto, sulla dignità delle donne e sul rischio che una ragazza velata integralmente resti, di fatto, incapace di socializ...



