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La mente si ferisce come il corpo: Per una pedagogia della cura della salute mentale

  di  FabianaFrancesca Ceravolo Immagine generata con AI Quel «no» che chiedeva ascolto È una mattina come tante. In classe si lavora, ognuno sul proprio compito. A un certo punto una bambina si ferma, posa la matita e non riprende più. Le viene chiesto di continuare, una volta e poi un'altra. La risposta arriva netta: «No, non voglio. Ho detto che non voglio». Quando una compagna si avvicina per aiutarla, risponde male anche a lei, con parole che la feriscono. Poi, sempre più forte: «Mi avete scocciato tutti. Sono stanca. Nessuno mi vuole bene». Da fuori sembra una reazione esagerata, sproporzionata rispetto a una semplice consegna. Confesso che all'inizio ho provato a prenderla con fermezza, per riportarla al lavoro. Non funzionava. Allora ho cambiato passo: ho abbassato la voce e ho smesso di chiederle di lavorare. Le ho chiesto, invece, di uscire un momento con me dall'aula, per proteggere la sua riservatezza e la sua dignità davanti ai compagni e alle compagne. Ha acco...

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