Chi Sono
Mi chiamo FabianaFrancesca.
Sono docente di IRC, pedagogista e educatrice/formatrice
Da dove vengo
La mia storia non ha un solo luogo. Ha radici intrecciate su suoli diversi.
L'aula: Ogni aula in cui ho messo piede, come studentessa prima, come formatrice poi. Quegli spazi dove ho imparato che la vera educazione non è trasmissione di contenuti, ma incontro tra persone.
“Nessuno educa nessuno, ma le persone si educano insieme, mediate dal mondo.”
— Paulo Freire
Il Brasile: Con la sua vitalità feroce e la sua ingiustizia altrettanto feroce
. Un paese che mi ha insegnato che educare è un atto politico, che l'analfabetismo non è ignoranza ma esclusione, e che la speranza — quella “speranza che spera” di cui parlava Freire — è una scelta che si rinnova ogni mattina . Il Senegal: Con i suoi colori, la sua ospitalità radicale, la sua capacità di tenere insieme comunità e individualità, tradizione e futuro
. Un paese che mi ha ridato il senso della fraternità e della sororità come grammatica quotidiana . La vita consacrata: Il filo che attraversa tutto. Una scelta che non ha mai significato allontanarmi dal mondo, ma immergermi in esso con occhi diversi: con la gratuità di Francesco d'Assisi, con la profezia di don Milani, con la tenerezza del Maestro di Nazareth che si fermava davanti a ciascuno come se fosse l'unico.
In cosa credo
Credo che educare sia, prima di tutto, “prendersi cura”.
Cura dell'altro nella sua singolarità irripetibile e della relazione, che è il vero luogo dell'apprendimento.
Cura della terra perché — come ci ricorda la “Laudato Si'” — non possiamo insegnare ai bambini a rispettarsi se non insegniamo loro a rispettare il creato.
Cura della parola perché ogni persona che non sa leggere il mondo è una voce che il mondo non sente.
Credo che la tecnologia — il coding, la robotica, i media digitali — non sia nemica di questa cura, ma possa diventarne uno strumento straordinario se usata con intenzione e con cuore
"I care"Don Milani scriveva questa frase alla lavagna di Barbiana, in risposta al "me ne frego". Quella scritta è ancora oggi la mia bussola.
Credo nella parità — tra donne e uomini, tra Nord e Sud del mondo, tra chi ha una cattedra e chi siede nel banco in fondo alla classe. E credo nel Concilio Vaticano II come finestra ancora aperta, in Papa Francesco come voce profetica del nostro tempo, nella Chiesa dei poveri come un vero ospedale da campo.
Perché questo blog
Questo spazio nasce dall'esigenza di mettere in dialogo tutto questo: la teoria e la pratica, il cuore e la mente, la tradizione e l'innovazione, il locale e il globale
Non è un blog accademico, anche se parlerà di pedagogia seria. Non è un diario spirituale, anche se la spiritualità lo attraversa tutto. Non è un manuale didattico, anche se troverai risorse concrete per l'aula
È un luogo di incontro. Per chi educa e si interroga. Per chi crede che cambiare il mondo si cominci sempre da un'aula, da una relazione, da uno sguardo che non si volta dall'altra parte.
Sei la benvenuta. Sei il benvenuto.
Il mondo si salva solo attraverso persone che amano ciò che fanno e lo fanno per amore.


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